giovedì 29 marzo 2018

Con i lavoratori del commercio. Sosteniamo lo sciopero proclamato per il Primo e il 2 Aprile




Il Partito Comunista Italiano di Bologna, aderisce e sostiene lo Sciopero proclamato dalle sigle sindacali, nel settore del commercio, per i giorni 1 e 2 aprile.
Sì ritiene che sia una violazione dei diritti fondamentali dei lavoratori costringere gli stessi a lavorare durante le festività pasquali.

Noi Comunisti riteniamo che nessuna lavoratrice e nessun lavoratore può, in modo diretto o indiretto, essere costretto, sotto ricatto, a lavorare nei giorni festivi.
Tutto questo è la conseguenza delle scellerate Controriforme che hanno, man mano, eliminato i diritti delle classi lavoratrici, spesso purtroppo senza una adeguata resistenza da parte delle organizzazioni sindacali e nel silenzio e con la complicità delle forze politiche che hanno governato il territorio, in nome di un profitto che passa sopra la dignità delle persone.


I Comunisti si batteranno sempre al fianco dei lavoratori per la difesa della loro dignità lavorativa. Si invitano tutti i consumatori, in solidarietà con lavoratori in lotta, a disertare i centri commerciali nelle giornate dell'1 e del 2 aprile.

mercoledì 21 marzo 2018

Con la Siria, contro la guerra



Comunicato Stampa

La federazione bolognese del Partito Comunista Italiano NON parteciperà alla manifestazione indetta in città per il prossimo 23 Marzo da alcune sigle della sinistra bolognese.

Nel condannare senza alcun indugio l’azione imperialista e guerrafondaia della Turchia, il Partito Comunista Italiano prende le distanze dall’appello di convocazione della Manifestazione “Global Action for Afrin” che non spende una sola parola contro la guerra di aggressione che le grandi potenze imperialiste stanno conducendo contro la Siria e ci dispiace constatare come tanti compagni a cui siamo legati da battaglie e visioni comuni aderiscano all’ennesimo appello della “sinistra imperiale” che, di fronte ad anni di aggressioni e tentativi continui di smembramento sistematico del territorio siriano (unico paese dell’area che vedeva una convivenza pacifica tra religioni ed etnie diverse, prima dell’aggressione imperialista) continuino ad attaccare il legittimo governo siriano e la Russia, come fossero i veri responsabili di quanto avvenuto.

Nell’appello non si parla mai della Siria, dando per scontato e legittima la così detta “Federazione Democratica della Siria del Nord”, ossia una secessione mai riconosciuta dal governo siriano né dalla comunità internazionale. Vorremmo ricordare che, pur essendo presente una minoranza curda, l'area di Afrin non fa parte della regione geograficamente e storicamente indicata come il Kurdistan. Ed ogni tentativo di smembramento dalla Siria è assolutamente ingiustificabile.
I paesi NATO e gli Usa hanno utilizzato sia il così detto “Esercito Siriano Libero” (un vero e proprio gruppo terrorista), sia i combattenti curdi, per destabilizzare il legittimo governo siriano e smembrarne il paese (primo tassello per la destabilizzazione di tutto il Medio Oriente).
E’ qui evidente l’illusione delle organizzazioni curde di poter creare un proprio stato con l’aiuto degli Usa e dell’imperialismo (prima appoggiano l'invasione irachena, oggi la lotta contro il governo baathista di Bashar Al-Assad), dopo aver rifiutato le offerte del governo siriano di ritirarsi da Afrin per poter respingere l’invasione turca e permettendo ai curdi di fare rifornimento nell’area di Aleppo.

La pace si fa con la pace, non con altre guerre, per questo il Partito Comunista Italiano condanna l’aggressione turca e l’invasione del territorio siriano da parte delle forze imperialiste NATO e dei loro alleati.
Il futuro della Siria spetta al popolo siriano ed al proprio legittimo governo.

Per questo il Partito Comunista Italiano invia la propria piena solidarietà ai partiti fratelli che in tutta la regione combattono contro l’aggressione imperialista e le bande dei tagliagole dell’Isis ed invia il proprio saluto solidale ai compagni del Partito Comunista Siriano per la loro resistenza eroica contro la barbarie.