martedì 28 marzo 2017

Piano di riorganizzazione dell'ASL di Bologna: una riqualificazione che sa di taglio




Veniamo a conoscenza in questi giorni della riqualificazione ospedaliera bolognese presentata dalla conferenza sociosanitaria di Bologna. Parlare di “riqualificazione” è fuorviante perché, in realtà, si tratta di un taglio di 195 posti letto per l’anno 2017 che si vanno a sommare ai cospicui tagli degli scorsi anni.
I numeri che stanno circolando ci portano a considerare, questa manovra di “riqualificazione”, come una pessima politica che andrà a colpire gli ospedali bolognesi e non solo. Si parla di 84 posti letto in meno per l’ospedale Maggiore e Bellaria; di un taglio di 92 posti per il Sant’Orsola e di 19 per il Rizzoli. 

La sforbiciata non si limita ai centri sanitari cittadini. Prevede inoltre la chiusura del Pronto Soccorso di Vergato sostituendolo beffardamente con un centro di primo soccorso attivo solo mezza giornata. Un danno gravissimo ai cittadini dell’Appennino bolognese che considerano, il Pronto Soccorso di Vergato, un importante punto di riferimento alternativo ai centri sanitari di Porretta e Bologna molto spesso irraggiungibili in breve tempo. 
Proprio per la sua posizione mediana, la chiusura del Pronto Soccorso di Vergato, avrebbe ricadute gravissime sul sistema di emergenza urgenza 118 al quale si collegano le associazioni di Pubblica Assistenza che prestano servizio sul territorio e del quale, ancora, non è dato sapere il futuro. Nonostante sia un tema strettamente connesso al piano di riqualificazione presentato.  

Esprimiamo preoccupazione e un totale dissenso nei confronti di queste prospettive che non riqualificano ma peggiorano il servizio sanitario bolognese sottraendo un presidio essenziale per le comunità montane. Segnaliamo come nei momenti di crisi sia necessario implementare i servizi sociosanitari, non ridimensionarli provocando difficoltà di accesso.


Ls sanità non deve costituire un costo ma un investimento per la tutela dei cittadini. Siamo convinti della necessità di una sanità pubblica, gratuita e di qualità in piena attuazione dell’Articolo 32 della Costituzione. 

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