Dall’edizione del 17 Giugno di La Repubblica Bologna apprendiamo l’aberrante vicenda di un lavoratore di Mondo Convenienza, sede di Bologna, che si è visto negare dall’azienda il congedo parentale, chiesto nei tempi opportuni come dichiarato dall’INPS, per il battesimo del figlio programmato per oggi 18 Giugno.
Questa vicenda mette in luce molti aspetti illegittimi del lavoro nel settore della grande distribuzione. Le liberalizzazioni degli orari dei negozi, introdotte prima da Berlusconi poi da Monti, hanno reso il riposo un dono a discrezione dell’azienda.
La vicenda non si ferma qui: infatti Luca Carioli, il lavoratore di Mondo Convenienza propone all’azienda altre due soluzioni: il permesso dal lavoro e la sostituzione con un giorno di ferie che avrebbe dovuto fare dal 19 al 25, ma niente: negate entrambe.
Troviamo imbarazzante il silenzio delle forze cattoliche, dei movimenti per il fertility day, per la famiglia “tradizionale”. E’ assordante questo silenzio difronte a realtà di palese violazione dei diritti del lavoratore. Tale mutismo segnala ben altri interessi, diversi da quelli dichiarati.
La condizione dei lavoratori della grande distribuzione è a livelli pericolosamente illegittimi: turni continuati; giorni festivi che si sono trasformati in giorni feriali; domeniche che sono diventate giorni lavorativi a tutti gli effetti.
Viene inoltre il sospetto, come afferma la referente sindacale che si occupa della vicenda, che quest’ostilità da parte di Mondo Convenienza trovi causa nell’iscrizione al sindacato da parte dei lavoratori, come Luca Carioli ha fatto da qualche mese.
Il Partito Comunista Italiano di Bologna manda la propria solidarietà a Luca che si è visto rifiutare un diritto fondamentale del lavoro.
Sostiene inoltre lo sciopero organizzato dalla CGIL per domani nella sede di Mondo Convenienza in solidarietà con il lavoratore.

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