Dopo appena qualche giorno ci ritroviamo di nuovo a parlare della vicenda, assurda, che stanno vivendo i lavoratori della Bredamenarinibus, la fabbrica bolognese di via S.Donato.
Fonti sindacali attendibili ci informano che sarebbe in atto, da parte della proprietà, una specie di ricatto nei confronti dei lavoratori.
In sostanza l’azienda sta offrendo, con modalità a dir poco discutibili, una somma di 15.000 euro a 160 lavoratori per fargli lasciare il posto di lavoro.
L’azienda, come avevamo denunciato noi Comunisti, prima ha trasferito sei Tir pieni di materiali e attrezzature in altro sito e, adesso, sta chiamando i lavoratori, indistintamente dalla loro professionalità, per offrire loro 15 mila euro che dovrebbero essere accettati in quanto la direzione avrebbe fatto sapere dell’imminente chiusura dello stabilimento. Tutto questo a tre giorni dall’incontro che si terrà a Roma, presso il Mise.
Ricordiamo che la maggioranza dell’ex Bredamenarini nel 2014 è stata ceduta da Finmeccanica a una cordata di imprenditori guidata da Stefano Del Rosso, che ha comprato anche lo stabilimento ex Irisbus ad Avellino, riunificando i due marchi in un unico gruppo. Una proprietà che ha promesso investimenti sulla fabbrica bolognese (ricevendo in cambio di queste sostanziosi aiuti economici), promesse non mantenute. Tanto che attualmente gran parte dei lavoratori è in cassa integrazione e nello stabilimento bolognese sono partiti soltanto dei lavori di manutenzione.
Secondo i sindacati la chiusura della azienda potrebbe avvenire già entro Settembre, per questo noi Comunisti chiediamo che vengano utilizzati tutti gli strumenti necessari affinché non si arrivi a chiudere una delle aziende di prestigio della industria bolognese e nazionale.
Chiediamo che governo, Regione Emilia Romagna e Comune di Bologna trovino un’alternativa e un progetto industriale per Bologna e Avellino (sede della Irisbus).
C’è poi la questione dei mezzi che secondo i sindacati sono stati finora prodotti all’estero, in particolare in Turchia dove ha sede la Karsan. È paradossale, e diciamo anche disonesto, che le commesse per il trasporto pubblico, finanziate dal sistema pubblico, vengano costruite all’estero.
I sindacati Mercoledì, data dell’incontro a Roma, porteranno parte dei lavoratori sotto al ministero, mentre un’altra parte si riunirà in assemblea a Bologna.
Noi Comunisti saremo al loro fianco nella lotta in difesa dei diritti dei lavoratori e non ci stancheremo di denunciare i comportamenti di questi imprenditori che, dopo aver preso soldi pubblici, quindi di tutti i cittadini, se ne infischiano dei lavoratori e dello sviluppo della industria italiana.
Questo stato di cose favorito da Leggi sciagurate (riforma del lavoro del Governo Monti e il Jobs act del Governo Renzi) non è più accettabile.
Responsabile Lavoro (Ciro Rinaldi)

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